venerdì 13 marzo 2015

Cronache dell'Internauta: I-Doser

Erano i periodi finali del 2008. L'ADSL, a mia non conoscenza, stava per arrivare. Qualcosa di veloce (si fa per dire) per godere così delle ultime novità che internet poteva offrire, fra le quali un Youtube che ( AH AH AH ) non andava regolarmente in buffering. Ma questa è un'altra storia, che forse non vale nemmeno la pena raccontare: quel che vorrei fare oggi, in un piccolo ritorno delle cronache dell'internauta, è di narrarvi le meraviglie di I-Doser.
DROGA SONORA!

Conigli colorati wooing wooing

Letteralmente, quel che prometteva i-doser era di far provare sensazioni da droga o emozioni che sono possibili provare solo da date esperienze, tutto attraverso l'audio del nostro Computer. Quindi senza inguaiarsi il corpo o rischiare la vita gettandosi da un dirupo con un paracadute: un paio di cuffie e siamo in viaggio per l'unica esperienza del mondo, la più vecchia di tutte: la fregatura. 
Ma vediamo di andare per gradi. I-Doser funziona attraverso un metodo di riproduzione e registrazione che si chiama Binaurale. Se vi sentite dotti potete consultare Wikipedia, di lì c'è tutto. Ascoltando queste registrazioni, inganniamo il cervello e lo forziamo a manipolare le proprie onde come vogliamo. E qui dobbiamo fermarci: è possibile tutta questa fantascienza? La risposta è SI'. La pratica Binaurale è utilizzata anche in parecchie musiche che ascoltiamo ogni giorno, per aumentarne la qualità e l'esperienza. Ma è possibile avere esperienze così estreme con I-Doser? La risposta è NO. E soprattutto no nella maggior parte dei casi, perché molti sono spesso vittime dell'effetto Placebo, ovvero ci prendiamo per il culo e sentiamo l'effetto che proviamo (ma non è mai accaduto).
Come ci si sente a prendersi per i fondelli da soli?

Ops, siete ancora troppo drogati per rispondermi

Ma generalmente c'è gente che può provare gli effetti di questi suoni più d'altri individui, senza "auto-buggerarsi" per questo. Ma com'è andata per me? Perché il succo del racconto è quasi in MEZZO AL POST? Perché mi piace spiegare il concetto che c'è dietro a questa robaccia. Sono venuto a sapere di i-doser da un forum (credo ora chiuso) di gente che cercava di guadagnare denaro. Così mi sono detto "Ehi, proviamolo!" e mi procuro quella che, credo, era la versione 2. Metto le mie cuffiettine cinesi ma imbottite, alzo il volume e resto ad ascoltare. Voilà! Mi sento energetico! Mi sento eccitato! Credo che potrei concludere tutti i miei film di 3dmm! In realtà stavo subendo gli effetti placebo che v'avevo appena raccontato, ma sotto quel periodo invernale mi sono pompato di suoni fino ad averne il mal di testa. Man mano nei mesi mi sono accorto che gli effetti dei dosaggi venivano sempre più meno, mettendo su anche l'effetto "Cancelli di Ade" in azione. Niente. Nulla. Nessuno. Prima dell'arrivo dell'estate avevo abbandonato il programma, anche se rimaneva con l'icona lì ancora installato e che diceva "Provami...PROVAMI ANCORA!" per la cronaca i-doser è a pagamento, ma non ho mai versato una lira, dall'inizio. TIE'. 

YAR HAR HAR. HIC! Sono dosato.

Verso Luglio, TGCOM lancia un allarme diretto proprio a questo programma, dicendo che poteva causare effetti di pura ebbrezza e bisognava tenerlo d'occhio e che OH POVERI FIGLI NOSTRI SI DROGANO ORA BAWWHAWH...peccato che essendo un programma che si mantiene su un sottilissimo filo per comprovare le sue funzioni, quella è stata in effetti l'unica volta che ho visto i-doser in TV. Perché probabilmente anche loro si sono accorti della mozzarella di bufala che stava producendo il programma: putrida, marcia e andata a male. Ma a mia sorpresa, ho notato che il programma ha continuato ad evolversi, ed è arrivato non solo alla versione 5 ma è disponibile per Smartphones di ogni tipo. E' incredibile come certe cose continuino ad esistere e la gente continua a postare su ogni luogo "storie di successo" riguardante questo programmino. E' veramente qualcosa d'assurdo, ma eccolo là.
E allora mi prende: perché non provarci di nuovo? Adesso ho delle cuffie della Corsair, imbottite, d'alta qualità, e posso eseguire le "preparazioni" che consiglia il programma, ovvero stare in una stanza semi buia, con gli occhi coperti, mente aperta e silenzio. In poche parole una sorta di depravazione mentale che è anche conosciuta come UN ALTRO effetto, in cui i-doser fa comunque ben poco. Ma tanto vale provare.

Così potevo fare la figura del ninja cieco!

Ed ho caricato naturalmente una delle dosi più lunghe e potenti che potevo provare. Perché NON andare direttamente al sodo? C'era anche una dose di calibrazione per il proprio cervello (ma che sono fatto, una stampante?) quindi ho ficcato anche quello.
E' stata una lunga, luuunga ora. Ho prima di tutto sentito la fronte della testa pressarmi, poi un gran mal di testa, seguito dal, beh...sonno. 
Avevo sonno. 
Ma non potevo pensare a nulla, ed era NOTTE FONDA, quindi ho tenuto la mente libera-libera e ho aspettato che l'effetto finiva.
Indovinate cosa?
NON HA FUNZIONATO PER NULLA.
Quindi sì: sono immune. Potrei essere troppo idiota o troppo intelligente per i-doser. Probabilmente più la prima cosa, ma in fondo, per ogni cosa si può divenire immuni, di certo non posso essere immune alla stupidità!

Il mal di testa è durato tutto il giorno dopo.
2015, che meraviglioso anno ho iniziato, con I DOSER! 

Del resto, anche stavolta vi devo salutare.  A PRESTO!

martedì 10 febbraio 2015

Io ed i Videogiochi: Street Rod

E partiamo con un altro post. Stavo un po' soppesando a che argomento tirare in ballo (sempre in tema videoludico) dato che non ho ancora voglia di parlare d'un paio di titoli che sto svolgendo in particolare sul canale...e così mi viene in mente la piccola, meravigliosa cosa che è stato Street Rod, un vecchio gioco che ha avuto un sacco di passamano per vari sviluppatori. 1989, insomma, non è che si può dire tanto per quell'anno...eccetto che questo è una sottospecie di Need For Speed "Underground e rotti" fine anni 80. Ennò, non vi sto prendendo per il culo. Quello lo faccio una volta ogni tanto, ma mai abbastanza da farmi tagliare le mani.
Questo, signori e signori, era Street Rod.

Quella bionda vuol farsi male.

Ci sono versioni naturalmente migliori ma io ho giocato a quella DOS, non meno d'un anno fa: ero influenzato, avevo trovato una bella collezione d'abandonware vario e c'ho dato un tiro. E da questo è uscito fuori un gioco un po' particolare, ambientato negli anni 60. Inizi con manco una macchina, ma quei pochi soldi per comprarne una usata. L'obiettivo finale? Cercare di diventare re della strada prima della fine delle vacanze estive. Sì, il gioco è un continuo conto alla rovescia e la cosa può diventare fastidiosa...del resto, molto apprezzabile per più motivi. Vi ho detto che sembra un NFS "underground" perché quello se ben ricordo è stato il primo titolo della stirpe "Guarda come vado sulla scia di fast & furious" prima di cambiare continuamente nome in qualcosa di diverso. Il fatto è che non solo comprate macchine e gareggiate, ma le modificate pure. Pezzo dopo pezzo. Non solo comprate motori, carburatori, cambi, ruote nuove ed altro...ma montate tutto voi.

Dunque...il bullone A va nel buco B...

Naturalmente sono poche, essenziali operazioni da fare. Il motore si può anche bilanciare per le marce. Ricordate: 1989. Al giorno d'oggi sembra una sciocchezza, ma davvero, per l'anno è qualcosa di unico. Del resto, potete anche rimuovere i paraurti (per alleggerire il veicolo) e rendere più sottile il tettuccio per migliorare l'aerodinamica. Ed è tutta una scelta che deve diventare essenziale, perché ogni operazione che fate richiede del tempo. Ad esempio rendere più sottile il tettuccio richiede quasi 10 giorni, se non di più. E voi avete qualche mese di tempo in totale.
Street Rod inoltre tiene regola della vostra reputazione, anche se non vi viene mai mostrata. La reputazione regola il come gli avversari vogliono accettare particolari sfide e, infine, aumenta la probabilità di far apparire l'attuale re della strada per sfidarlo. E' un sacco di numeri che in sottofondo circolano per determinare quanto culo c'avete sul momento, ma la cosa non è finita qui.
Ci sono varie sfide che potete affrontare, e questa include anche i Pink Slips, ovvero: chi vince ottiene la macchina dell'altro. Nessun denaro, palle sul tavolo: qui ci metti la macchina in ballo. 

Sempre che la macchina non viene distrutta.

In questo il gioco ha solo e solamente un percorso. La prima parte di questo percorso viene adottato per le sfide Drag, per vedere chi arriva primo al confine della città. Tutto il percorso viene preso invece per le corse fino ad un certo punto, ed è solitamente usato per Pink Slips o premi in denaro più grandi. Del resto però possiamo anche approcciare uno e gareggiare giusto per il gusto di farlo, senza denaro in ballo. Ogni volta che vinciamo otteniamo un po' di reputazione e ovviamente il premio. Prima o poi, arriverà il momento in cui il Re della strada arriverà senza nemmeno ascoltare la nostra voce ci sfiderà non appena cliccato. La sua auto però è sempre più veloce della nostra. SEMPRE. Non importa quanto ci provate eh, non si può battere King con la sola potenza motrice. Bisogna giocare di strategia ed in effetti questo gioco ha un po' di strategia da parte, ed è sfruttata nello spintonare gli avversari.

E diventare così partecipi d'un massacro.

Ricordate quando vi ho detto che si possono togliere i paraurti? Non fatelo. Servono per poter spintonare e far rallentare i vostri avversari, e loro faranno lo stesso se non lo fate voi. E' una strategia più che incoraggiata in questo gioco, e se togliete i paraurti fate un piccolo scambio con la vostra incolumità, magari puntando sul fatto che solo King non può essere battuto da una macchina ostentatamente veloce. Ci sono anche altri eventi a caso nel gioco, come la possibilità che potete venire acchiappati dalla polizia (Solo per pagare una multa e cancellare la gara) e se non fate attenzione, potete bruciare la frizione accelerando troppo mentre cambiate marcia. 
Insomma, oh, in definitiva? E' un simpatico giochetto, che forse sta anche bene così con il suo limite di tempo e tutto quanto. Dovete considerare sempre che ha un solo percorso. Le macchine sono tantine nella prima uscita, ed il gioco ha poi ottenuto un paio di espansioni (data disk) con il quale aggiungere auto anche molto vecchie (1932? Ammazza) nel mazzo.
Al giorno d'oggi è un Freeware (Street Rod SE) e si sta elaborando un seguito a dovere. Non si chiamerà Street Rod II, quello è già uscito tempo fa e forse un giorno ve ne parlerò.

Fino ad allora?  Guidate in modo prudente! said no one ever

martedì 13 gennaio 2015

A distanza di mesi, il resuscito! (Io ed i Videogiochi: Digimon World DS)

E' passata l'estate. Poi è arrivato l'inverno, e quindi è finito il 2014. Tutto questo è stato semplicemente fantastico. O per meglio dire, non tanto, specialmente non per l'Italia. Ma da Luglio fino a tutto Agosto ho avuto un incredibile quantità di movimenti ed impegni, fra le quali il ri-arredo di casa mia che ha coinvolto anche un piccolo trasloco qui e là. Del resto, e dico solamente, del resto: ho continuato a lavorare per il mio canale Youtube e se m'avete mai seguito da lì, pressappoco avete sicuramente notato qualche video nuovo.

Ma ora sono qui, di nuovo a farmi la faccia in un blog pieno di dettagli vari. Già, perché di questi tempi ne ho passate di tutti i colori, ma purtroppo (ed al momento) nessuno di questi s'avvicina agli argomenti che ho trattato per questo sito. Ehi, è un TL;DR questo o cosa? Parliamo d'un gioco! Parliamo di Digimon World. Stavolta quello per DS!

Sono ansiosi di venirti addosso e farti una faccia di botte.

Ho da qualche tempo "riscoperto" la voglia di giocare al Nintendo DS, questo principalmente per un cambio di abitudini ed orari. Prima mi prendevo la libertà di andare a dormire tardi, ora però devo andarci presto e ho poco tempo per dedicarmi a qualche videogamz per PC. A parte ovviamente il computer scassato. Del resto, prima di farmi un bel pisolo posso prendere in mano la mia console nintendara e fare una partita. E fra i titoli che ho trovato, questo mi sembrava simpatico. Sì, perché fra gli argomenti che trattano questo blog avrete certamente notato la presenza di Digimon World. Io provengo dalla generazione di Digimon World per Ps1, perciò mi son detto: vediamo questo per DS, magari sarà meglio. E magari anche no. Il gioco inizia con il tuo rapimento, dritto dritto da una sala PC. Insomma, un po' come il primo per PS1 e non so quali altri. Rapire bambini è DIVERTENTE!

"Ho meno di 18 anni e devo salvare UN MONDO?"

Ma qui sta il bello, stavolta la storia inizia con un bambino che ha sentito parlare dei Digimon, li cerca su internet, e lo schermo decide di diventare uno sciacquone digitale di cui il contenuto colorato non sei altro che TU. L'arrivo è dei più cerimoniosi: tutti sono contenti di vederti, tutti vogliono vederti al lavoro e subito ti affibbiano un Digimon.
E' qui per dato di fatto che inizia una vera, e propria caterva di guai.
Per qualche strano motivo il nostro arrivo è collegato a qualche data nefasta per il mondo digitale, perché appena arrivati scattano gli allarmi più esagerati, e i responsabili a capo d'un intera dinastia di Kaspersky e Norton non sanno da dove cazzo iniziare. 
Per qualche motivo, e così come ogni classico titolo Digimon, TU sei la soluzione. Per mentre ci sono dozzine di Digimon attorno a te di livello esageratamente superiore alla minaccia attuale (almeno fino alle missioni finali) quello che deve muovere il culo SEI TU.
Un bimbo che s'è appena visto sparire dalla vita reale, finire in un mondo popolato da bestie capaci d'annientare un piccolo paese blindato e (in modo del tutto opportuno!) avere le potenzialità per fare lo stesso.

"Ooops, volevo solo marinare la scuola!"

Quindi in breve questa è la storia. Ah, il mondo digitale comunque è popolato da un sacco di altri bambini che non sembrano menzionare affatto che magari c'è qualcuno dall'altra parte che li aspetta o li sta cercando disperatamente. Uno di loro dice pure che "Qui non ci sono adulti a dirti cosa fare!" quasi come se nell'angolino c'è Pinocchio trasformato in un asino, e che è ok farsi una fumata. D'altra parte, il gioco è probabilmente diretto per bambini e ragazzini, quindi il pensiero del "Ah ah, addio mamma e papà! Me ne sto in un PC, chissenefrega delle responsabilità della mia vita!" è qualcosa di divertente e da prendere a mò di scherzone da cartone animato. 
Ma francamente io ogni missione mi chiedevo "Ma quando torna a casa 'sto bimbo?" la volete sapere la risposta? Rischia di tornare PRIMA uno degli antagonisti nel mondo reale. Seriamente: nell'intera storia torna indietro per primo uno stronzetto che ha deciso di fare il troll, come se ad un parco giochi chiedono gentilmente di smetterla di dire parolacce davanti ai bambini. Ah, ma qui sono tutti bambini, anche se ammazzano bestie digitali (quindi non reali). Non esiste la prigione: via a calci nel culo mentre te ne esci da qualche schermo piazzato chissàddove.

Ma questo poi è un argomento che è veramente un piatto forte eh.
In questo gioco siete un dio, lo sapete?
Un letterale, unico, perfetto DIO. 

"E nel settimo giorno, Timmy trasformò l'erba in panna pregiata."

In questo gioco i Digimon non muoiono. Rinascono, un po' come nel primo. Ma il punto non è questo: siamo capaci di donare vita e CREARE digimons. Noi, dalle nostre mani, siamo capaci di manifestare un altro bestione e dargli vita. Dargli anche un nome, dirgli perché è nato, e possibilmente buttarlo contro un macigno che ha deciso per qualche motivo di darci un cazzotto sul naso. Questo è possibile assorbendo le scansioni di altri digimon. Uh uh. Sì. Esatto. Entrando in uno scontro, assorbiamo un 10 o 15% d'un digimon, a volte anche di più. Arrivati al 100% possiamo farlo nascere. Questi digimon che facciamo nascere sono per dato di fatto e per pura ragione nati dal sangue degli altri digimon caduti. Sorprendente. Se ammazzo abbastanza persone storte posso crearne una dritta? 

Qualcosa mi dice che se ammazzo abbastanza politici, non otterrei nemmeno la percentuale di scansione necessaria a tirare fuori un "Buonessereumanomon". Ma comunque, bando alle battutacce (come se quelle che faccio normalmente sono differenti eh!). Questo è un gioco che ha qualche aspetto nella manica, ed è comunque il modo per alzare di livello i nostri digimon. Abbiamo visto come ottenerne altri, ok. Ma questo gioco decide che abbiamo un limite che è tipo livello 30 o 26, con certi nemici che possono arrivare anche al livello 50: come ce la caviamo?

Ma facendo regredire i nostri Digimon naturalmente!
Cos
Cosa?

Cosa?

Cioè, vediamo di fare un punto qui. 
In Digimon world per PS1, non c'erano livelli, era possibile alzare le statistiche con allenamenti specifici. In Digimon World 2, sempre per PS1, era possibile l'avanzamento di livello solo con una DNAEvoluzione, mischiando digimon con altri digimon. Non ricordo il terzo, nemmeno il quarto. Ma la cosa che si sono inventati qua è paradossale.
Quel che dobbiamo fare è, sì, devolvere il nostro Digimon ad uno stato inferiore. Ed è qui che inizia il vero bordello: più lo facciamo devolvere, più forte diventerà alle prossime digievoluzioni. Quindi, se facciamo regredire un Digimon da Mega a In-Training - ovvero il più in basso possibile - non solo otteniamo un aumento del limite di livello ma anche un grosso premio in statistiche. Un digimon che regredisce da uno stato così alto ad uno stato così basso è garantito che diventerà un annientatore d'interi universi. Gli HP sfonderanno i 1000, il che è tanto considerato che sono pochi i digimon che riescono a fare più di 1000 di danno in un colpo solo contro un altro digimon dello stesso livello evolutivo. Insomma, sì: il sistema di livellaggio è una perdita di tempo ed è scassato oltre ogni misura. Ma in fondo è il primo della serie per DS, forse nei seguiti hanno aggiustato.

E quindi vengono le fattorie.
Oh santo dio le fattorie.

Qualcuno mi salvi dalle fattorie.

Il gioco vi da la possibilità di tenere delle fattorie, dove potete farmare i vostri digimon. Letteralmente. Potete metterci degli oggettini che aumentano il loro attacco, HP, MP e così via. Ah, ed aumenta anche il loro "nomerazza" EXP, perché alcuni digimon per evolvere devono non fare esperienza normale, ma esperienza di razza. Come se dovete fare un Digimon ammazzademoni con un Pedigree. Fosse finito qui il tutto però: ogni digimon ha una statistica che si chiama AMICIZIA. Friendship, oh l'amato amore dell'amicizia fra digimon ed umani. Senza questo in buoni valori, un digimon può decidere di non fare un cazzo per voi. Per tenerlo alto dobbiamo vincere sempre, parlocchiare con i nostri digimon nella fattoria e fare loro tanti favori. O per meglio dire, diventare schiavi d'un esercito di lamentosi incoscienti. 

Vi chiederanno latte, biglietti dell'ultimo derby, cibi vari ed eventuali e pollo.
Pollo.
Avete presente Kokatorimon?

Questo bel tomo qui?

Un digimon vi chiederà (e vi dico che vi chiederà, perché queste missioni sono PRECISE e non create a caso) di procurare quante più scansioni possibili di questo digimon. Per ottenere scansioni, e lo sapete già, dobbiamo entrare in lotta con dei Kokatorimon. Le scansioni servono a questo digimon per mangiare un alimento a base di pollo. 
Kokatorimon è un pollo.
Ci state arrivando?
Sì, si stanno mangiando allegramente fra di loro, ma è digimon e digimon è per bimbi: è lo scan data! Non è il kokatorimon, è un pollo OTTENUTO dallo scan data! Peccato che è lo scan data DI Kokatorimon, e quindi di conseguenza sta mangiando DEL Kokatorimon, ergo sta mangiando un Digimon. Mmm. Deliziosa carne di Digimon pollo.

Ma in fondo è come dire che Paperino nei vecchi fumetti mangiava pollo. Sono cartoni, sono fatti per farci sognare e ridere, ma io sono un bravo coniglio bastardo e mi diverto a pensarla in questo modo semi-serio. Ehi, poi non fomentate un movimento anti-digimon che m'offendo eh. 

Fate tutto questo con il vostro deciso impegno ed arriverete alla fine del gioco, dove lo scopo finale è far imparare ai digimon che gli umani sono venuti per essere amici e non per sfruttare i loro poteri al di fuori del mondo digitale per fare ciò che pensano che è meglio fare: i massacri d'ogni tipo. Riuscito in questo, diventate il RE dei Tamer (dimenticavo: in tutto il gioco c'è un sistema di ranghi che a momenti manco sembra importante) ed ecco che sono qui che mi chiedo di nuovo: Ma ci torno a casa o no?

Il vostro responsabile senza pensarci due volte vi dice "Ora che sei il Re, è tuo dovere crescere ANCORA più Digimon!"
CVAngemon
Senti
Senti
CVAngemon
Quando ce vo', ce vo'.

Francamente dopo questo il gioco vi spedisce nel mondo reale, dandovi l'illusione che vi siete sognati tutto (e che si fuma 'sto bimbo?) per poi farvi notare che in realtà avete vissuto tutta l'avventura e che i digimon ti "aspettano perché è tuo dovere proteggerli!" 
In poche parole questo bimbo è condannato a diventare un recluso della società, senza un lavoro o l'obiettivo di creare una famiglia perché deve proteggere un mondo fatto di creature incostanti, capricciose e possibilmente pure rissose visto che ogni due per tre se le danno. Vabbè, nei precedenti titoli sempre colpa d'un umano è stato. Più o meno. 

Del resto, questo è stato Digimon World DS per me. Nel frattempo che raccolgo le idee per qualche altro post, ci riaggiorniamo al più presto! Ciao!

lunedì 21 luglio 2014

Io ed i Videogiochi: Deus Ex Human Revolution

Ohilà! Ultimamente ho giocato a Deus Ex HR : The fall. E potete immaginare cosa ne penso, anche se tuttavia è comunque bene che parli di Deus Ex Human Revolution in primo luogo perché naturalmente non ho mai fatto troppi accenni sul mio Blog dai tempi in cui ho nominato il primo titolo. Deus Ex è un gioco meraviglioso, e su questo nulla ci piove. Il secondo però è stato sempre dichiarato come un titolaccio schifido, anche se devo ancora metterci sopra la mano. Ma Deus Ex Human Revolution?

BOOM - OH YEAAAH

Molti reputano questo titolo inferiore al primo Deus Ex, ma in fondo il fattore nostalgia gioca sempre brutti scherzi. Detta la mia, questo sembra un buon gioco...ma andiamo per gradi. In fondo ho giocato a questo titolo appena UN ANNO FA, con sempre il mio PC stroncato dalla vecchiaia.
In questo gioco vestiamo i panni di Adam Jensen, che dopo che s'è ficcato nei guai con una faccenda da capo della sicurezza e simili, è sul punto di morte. Il "buon" stinco di santo a capo della Sarif (che produce e ricerca impianti per il corpo, se ben ricordo) decide perciò di ficcargli quanti più impianti può, probabilmente fischiettando la sigla di Robocop nel processo. Così, Adam si ritrova ad avere delle braccia con una lama retrattile, dei razzi antifanteria da qualche altra parte e naturalmente la possibilità di sparare ferormoni come se fosse un animale in calore.
Ah, e ha degli occhiali che manco Google Glasses si sogna!
Toglietemi tutto, ma non il mio paio d'occhiali strafigo.

Da qui la storia di stende in varie scelte morali che possono essere più o meno importanti, con la conseguenza finale della scelta di come deve finire il tutto...con la bellezza di più di tre finali stavolta!
Andate a prendere caso che questo però è un PREQUEL, il che significa che quasi tutti gli elementi del primo Deus Ex e del secondo sono da gettare via, anche se qualche nome familiare appare in qualche mail e c'è qualche riferimento qui e là, ma nulla di particolare. Questo (per fortuna di chi ha prodotto questo titolo) ha reso possibile la creazione d'un universo a sé stante, anche se ci sono sempre i "ma" (Se Adam ha anni prima delle spade nelle braccia perché non le ha pure JC anni dopo? La tecnologia è avanzata no? E allora? E ALLORA? BUUUH!) 

Passando al sistema di gioco...beh, fate caso che sto parlando dell'edizione prima del Director's Cut, nel quale hanno sistemato un paio di faccende. Ma nella versione che ho giocato io, lo Stealth mi è risultato impossibile sia perché sono uno schifo io e sia perché l'IA di questo gioco è un po' troppo idiota e a volte un po' troppo intelligente. Cacchio, lo so che dipende dal tipo di nemico che affrontiamo, ma ci sono state volte che i nemici si sono bloccati in un angolo mentre li perforavo con un Vulcan da dietro una cassa, e questo non è mai bello (per loro).

In compenso, potete anche massacrarli tutti come più vi pare.

Fate caso che il gioco incoraggia molto lo stealth e le strade alternative, visto che le mappe sono piene di condotti e computer per rivolgere i robot sentinella contro gli altri, oltre che incasinare tutte le linee nemiche a vostro piacimento. Insomma, hanno dato ogni singola possibilità che potevate fare nel Deus Ex, ma con una manciata di gaming moderno come l'obbligatorio sistema per "coprirsi" contro i muri e naturalmente vari aneddoti che ormai ci seguono da anni. Inizialmente possiamo crepare come niente, poi col tempo che aumentiamo abilità e si "bufferiamo" a dovere con alcolici e medicinali possiamo affrontare più o meno di tutto.
La DLC "Missing link" pure non è male, anzi incita molto di più allo stealth dato che iniziamo praticamente NUDI e senza abilità, apprezzabile. Ma il boss finale non lo è per niente. 
I boss sono un punto debole di questo gioco, cosa che dicono d'aver sistemato nel Director's Cut. Staremo a vedere.

Nel frattempo, quel che ho da dire è che Deus Ex HR è un BUON titolo e può stare nello scaffale insieme agli altri senza tante vergogne. 

Ma Deus Ex: The fall? 

Non fatemi parlare di The Fall. Per favore, quel gioco non doveva neppure toccare il PC.

Adios!

venerdì 4 luglio 2014

Quel che ho avuto: Nintendo (Clone)

Era caldo. Era estate. Mentre ci troviamo a fare Shopping notiamo due cose: un clone d'un Atari 2600 ed un clone del ormai vecchio Nintendo (era uscita la Playstation 1 da qualche tempo). Il clone dell'Atari 2600 lo compriamo perché un'amica con il quale facevo le elementari faceva il compleanno, ed io ho preteso il Nintendo. Un clone nintendo, diciamocelo chiaramente, però sembrava davvero la cosa reale. La foto più vicina che ho di quel clone è questa:

Con lo sportellino che diceva "Family Computer" addirittura.

Nonostante era una semplice clone con i suoi "14000 giochi in 1" l'ho ugualmente apprezzato. C'era Contra, Mario, Ice Climber ed altre amenità. Credo che in tutto erano una ventina davvero, poi il resto erano varianti degli stessi giochi, ma con tipo 99 vite o s'iniziava da un livello più avanzato. Ma che dire? Che cosa dire esattamente di quel Nintendo?
Ne ero affascinato.
Fino ad allora avevo giocato all'Atari 2600 ed al PC che definivo molto più superiore di qualsiasi Console all'epoca, ma mi sbagliavo. Non c'è nulla di superiore o inferiore, sono mondi diversi che hanno le loro regole e funzioni. 
E con il Nintendo c'era qualcosa di diverso. Di sotto avevo un Pentium 166 (o 200?) con Windows 98 e una marea di giochi in 3d o in grafica multicolorata, ma quel Nintendo amico mio...quello era come sentire un ritmo tutto differente. Le grosse difficoltà dei giochi erano davvero insormontabili, eppure ho continuato a giocarci e giocarci ed ancora: giocarci.

C'era anche uno Zapper che era praticamente uguale a quello dell'epoca, e giocavo a Duck Hunt. Sì, ero fra quelli che dicevano "SMETTILA DI RIDERE!" al cane quando fallivo nel colpire il bersaglio.
Ma Hogan's Alley era pure un gioco parecchio apprezzato.

Almeno finché la console clonata non si scassò le palle ed iniziò a bloccarsi e metà in ogni gioco.
No seriamente: questo clone si ruppe per DAVVERO, a differenza dell'Atari 2600 che non s'era rotto e del Watara che poi ho scoperto e capito dove si riparava il problema.
(E per la cronaca, ho riparato anche quello di 55 euro ed ora funziona a meraviglia)

In quei momenti, mi trovai proiettato in altri tempi.

Alla fin fine niente si poteva fare, così l'abbiamo gettato sul serio. Da lì, incredibilmente parlando, convinsi un amico che la Nintendo poteva valere qualcosa e si comprò, in usato, un Super Nintendo. Da lì a poco però lo mollò per un computer data l'era degli emulatori.
Eravamo così ingenui.
Aveva pure F-Zero e Mario All-Stars! Andiamo!

Da lì a poco però, un boom esaltante stava per avere inizio per la Nintendo...ma ve ne parlerò poi. Per il momento, adios!


mercoledì 2 luglio 2014

Quel che ho avuto: Palmare Acer C500

Prima della mania dei Tablet, prima del boom degli Smartphone c'erano dei piccoli "PC su un palmo" che gestivano tutte le funzioni che un lavoratore professionista aveva bisogno al volo. Questi particolari esempi di calcolatrici in steroidi si chiamavano Palmari. In altri casi Pocket PC, dato che c'erano attualmente due tipi (e anche di più!) d'estensioni e sistemi operativi in uso al tempo.
La tecnologia non era nuova ai Palmari. Erano in giro da parecchio tempo, Windows CE era già stato munito e perfezionato negli anni, poi evoluto in Windows Pocket PC ed altri nomi che al momento non mi vengono in mente.

Io ero affascinato da questa faccenda. Era l'alba dei miei 18 anni, e ciò significava sbarcare in una marea di cose del tutto nuove dato che finalmente si era ufficialmente adulti. Inizialmente volevo un palmare dell'Asus, con l'antenna estensibile GPS, ma poi venni convinto a prendere un Acer C500.

Antenna GPS interna, sistema operativo "odierno" e qualche altro pezzo d'hardware definito come "male ottimizzato".

Nonostante alcuni magari stanno alzando il naso a sentire il nome "Acer" io posso dire che non ho tantissime lamentele!

Con schermo che ruota! MANUALMENTE!
(che sciccheria!)

Generalmente questo Palmare non aveva potenzialità di spicco, e la batteria (così come succedeva in molti palmari!) era una faccenda critica per tenere i dati al proprio posto. Certo, si poteva portare un Backup nella SD, ma non si poteva fare tanto altro se la batteria crepava e tutto i dati e programmi installati nella memoria andava a farsi friggere.

Ma nonostante ciò, questa piccola COSTOSISSIMA bestiolina m'ha dato una mano a capire un po' come funzionavano i sistemi operativi su palmare. Beh, molto "meccanico" nel senso che non era naturalmente fluido come ogni Android che si rispetti oggi, e qualche volta faceva un po' come caspita diceva lui. Sicuramente con il Tom Tom (dichiarato incompatibile con quel modello di palmare, ma sembra che si sbagliavano) andava una bomba. Oh, comunque a me è venuto con GoPilot che nemmeno era malaccio finché non ho dovuto pensare a come aggiornare le mappe.

E sicuramente il GPS di ANNI FA con il simbolo della FERRARI era adattissimo.
(Gira a destraAARGH CRASH)

Definitivamente mi sono divertito un casino ad avere SCUMMVM e aver finito lì un grande ammontare di giochi della Lucasarts. Mai un problema o un blocco! Meraviglioso! Per il resto, dopo averlo tweakerato un po' e gettato dei programmi qui e là per divertimento posso dire che l'acquisto di questo Palmare era forse un po' troppo in alto per me. Costoso, e alla fine l'ho sfruttato per quel che ho potuto. Ora la batteria è morta e questo piccolino giace inutilizzato in un angolino. Forse un giorno lo riaprirò per mettere in funzione dei giochi o programmi che funzionavano SOLO su Windows Mobile - Pocket PC - CE, ma più di così può rimanere nella sua tomba ancora per un po'.

E per questa volta è tutto! Adios!




venerdì 27 giugno 2014

Io ed i Videogiochi: Alpha Protocol

Parliamo di nuovo di qualche gioco MODERNO? Cosa sta succedendo? Beh insomma: ci sono stati i steam summer sales e tutto quello che può succedere è che vi ritrovate senza denaro senza spiegazione. Uh uh. Sono cose che capitano. Nel frattempo però sei pieno di giochi.
Ed è quello che conta. Grazie Gabe!

D'altro canto questo gioco mi è stato regalato da una grandissima persona che per merito della privacy non nominerò ma diavolo, grazie grandissima persona!
Ed ora, ecco a voi Alpha Protocol!

LA BARBA PERFETTA

Scherzi a parte, questo è un gioco che prende un pizzico di Mass Effect, un pizzico di Covert Action e qualche goccia di gioco giapponese per coppie e lo mescola tutto in una miscela a dir poco esplosiva. No, non sto scherzando con il "gioco giapponese per coppie".
Alpha Protocol è un gioco di spionaggio ed azione. Vestite i panni di Mike Thorton (Thorthon? Thornton?) in arrivo presso un organizzazione segreta che riporta appunto il nome del gioco. La cosa affascinante è che potete avere qualche background, una storia vecchia per il quale state entrando nell'organizzazione (Siete ex-marine super dotati o un civile freelance troppo scatenato per essere ancora a piede libero) e tutte hanno una certa difficoltà a scalare. "Recluta" è quella più difficile per iniziare, ma vi permette di montare il personaggio dalla radice. E vi da la possibilità di parlare con qualche altro modo.

Ed è appunto questo uno dei punti più attivi del gioco: parlare con la gente.

 Parla al mio piede!

Il gioco cerca d'imitare un po' il fulcro di quel che è uno spionaggio fatto a mestiere: crearsi un intreccio di persone affidabili o odiate, e maneggiarli a proprio favore. Per ogni persona che parlate, avete un numero limitato di risposte (Che non potete leggere, si tratta solo di risposte su un dato comportamento Es "Aggressivo" o "Farfallone") e queste risposte possono far girare le scatole o piacere alla persona. Ciò avrà un ritorno: se siete amati ed apprezzati da una persona, probabilmente vi aiuterà in qualche faccenda. Se siete odiati e morte, è probabile che questo vi attaccherà a sorpresa in qualche occasione, ma se vi giocate bene le carte l'immischierete in qualcosa che alla fine vi darà comunque una mano. Ogni volta che parlate con qualcuno avete del tempo limite per rispondergli, che potete sfruttare per ricaricare abilità o salute.

Alpha Protocol è in tutto e per tutto un gioco che predilige l'approccio non aggressivo, tramortendo la gente o evitando del tutto il contatto visivo, ma se vi va di fare gli psicopatici o reagire per necessità non c'è problema. In certi casi però la faccenda avrà qualche tipo di ripercussione, con effetti che possono anche crearvi grossi danni più in là. 

Compreso anche il gelato italiano di troppo (seriamente)

Mettiamola chiara però che Alpha Protocol non da il suo meglio in certe operazioni stealth o in altre d'azione. Ci sono casi nel quale veniamo visti senza una particolare ragione o altri nel quale l'IA di qualche nemico non ci vede AFFATTO. Senza parlare del faccenda nel quale, dopo un po' di livelli, il nostro personaggio diventa una bestia. Certo, non tale da rischiare ogni cosa. Ma il gioco ci premia un po' per tutto, anche quando becchiamo un casino di danni, con qualche aumento di statistica e così via. La storia è molto interessante e potete (anche se limitatamente) decorarla con le vostre scelte. Classi personalizzabili, armi personalizzabili, tutto personalizzabile...a parte Mike che rimane un po' lo stesso. Certo, non potevo fare un ciccione come in Saint's Row (chi assume una spia cicciona?)

Posso dire che questo non è un gioco molto amichevole con i vecchi PC come il mio, constatando che attualmente realizza i livelli al volo e quindi il tutto può sfociare ad un sacco di scatti e bestemmie.

Quindi niente simil-morgan freeman fluido per me.

In definitiva.
Alpha Protocol è un gioco disprezzato, ma secondo me non merita tanto odio. Certamente il suo valore è piazzato troppo in alto (65 euro? No!) ma se comprato sulle 20 euro, risulta essere una buona scelta ed un buon gioco. La storia merita, il suo sistemino sociale è interessante, ed insomma è giocabile. Per me è certamente carino.

Ah, ed il mio incontro con Scarlet sull'aereo è stato un disastro. Ma sono pur sempre Sense.

Alla prossima!